Guide Marzo 7, 2025 · 15 min di lettura

Obiettivi stabilizzati: cosa sono e quando servono

di Loris Passarella

obiettivo stabilizzato

Gli obiettivi stabilizzati sono progettati per ridurre gli effetti dei piccoli movimenti della fotocamera durante lo scatto. La stabilizzazione può essere particolarmente utile quando fotografiamo a mano libera con poca luce, utilizziamo teleobiettivi oppure dobbiamo lavorare con tempi di scatto relativamente lunghi.

Ma uno stabilizzatore non fa miracoli e soprattutto non congela il movimento del soggetto . Per questo motivo, prima di scegliere un obiettivo stabilizzato, è importante capire come funziona realmente questa tecnologia e in quali situazioni può fare la differenza.

In questa guida vediamo:

  • come funziona la stabilizzazione;
  • cosa significa guadagno in stop;
  • quando uno stabilizzatore è realmente utile;
  • differenza tra stabilizzazione ottica e stabilizzazione sul sensore;
  • quando è possibile farne a meno;
  • stabilizzazione e teleobiettivi;
  • stabilizzazione e fotografia notturna;
  • stabilizzazione e video;
  • cosa controllare quando si acquista un obiettivo stabilizzato.

Cosa troverai in questo articolo

Cos’è la stabilizzazione di un obiettivo

La stabilizzazione ottica è un sistema che compensa parte dei piccoli movimenti involontari della fotocamera durante lo scatto.

A seconda del produttore può essere indicata con sigle differenti, per esempio:

  • IS per Canon;
  • VR per Nikon;
  • OS per Sigma;
  • VC per Tamron;
  • OSS per Sony.

Le denominazioni cambiano, ma il principio generale è simile. All’interno dell’obiettivo sono presenti sensori che rilevano i movimenti della fotocamera. Un sistema elettronico controlla quindi un gruppo ottico mobile che compensa questi movimenti.

Il risultato è la possibilità di ottenere fotografie nitide utilizzando, in determinate condizioni, tempi di scatto più lenti rispetto a quelli che sarebbero necessari senza stabilizzazione.

Come funziona uno stabilizzatore ottico

Durante lo scatto la fotocamera può subire piccoli movimenti dovuti al movimento delle mani. Con un grandangolare questi movimenti possono essere relativamente poco evidenti. Con un teleobiettivo, invece, anche una piccola oscillazione può diventare molto più evidente nell’immagine.

Il sistema di stabilizzazione rileva il movimento e sposta gli elementi ottici necessari per compensarlo. In questo modo l’immagine proiettata sul sensore risulta più stabile durante l’esposizione.

La stabilizzazione non rende però la fotocamera immobile. Riduce semplicemente gli effetti del movimento della fotocamera.

Cosa significa guadagno di stabilizzazione in stop

Quando un produttore dichiara che un sistema offre, per esempio, 5 stop di stabilizzazione, significa che in condizioni di test definite è possibile ottenere un risultato simile utilizzando un tempo molto più lento rispetto a quello normalmente necessario per evitare il mosso della fotocamera.

Ogni stop corrisponde a un raddoppio o dimezzamento della quantità di luce registrata attraverso il tempo di esposizione.

Per esempio, partendo indicativamente da:

1/125 s

scendendo di uno stop otteniamo:

1/60 s

Poi:

1/30 s

Poi:

1/15 s

e così via.

Teoricamente, un sistema con un guadagno molto elevato può quindi consentire tempi estremamente più lunghi.

Ma attenzione:

il numero di stop dichiarato dal produttore non significa che otterrai automaticamente quel risultato in ogni situazione.

Il risultato reale dipende dalla fotocamera, dalla focale, dalla tecnica del fotografo, dal soggetto e dalle condizioni di scatto.

La stabilizzazione non congela il soggetto

Questo è probabilmente il concetto più importante da ricordare. La stabilizzazione compensa principalmente il movimento della fotocamera. Non può fermare una persona che corre.

Immaginiamo di fotografare una persona in movimento a:

1/15 s

Anche con uno stabilizzatore molto efficace, il soggetto potrebbe risultare mosso.

Se invece utilizziamo:

1/500 s

possiamo congelare molto meglio il movimento del soggetto.

La stabilizzazione può quindi permettere di utilizzare tempi più lenti quando il problema è il movimento del fotografo, ma non sostituisce un tempo rapido quando dobbiamo congelare un soggetto.

Stabilizzazione e fotografia a mano libera

È nella fotografia a mano libera che la stabilizzazione mostra uno dei suoi vantaggi principali. Immaginiamo di fotografare una scena relativamente statica in condizioni di poca luce.

Senza stabilizzazione potremmo essere costretti a utilizzare:

1/60 s

Con uno stabilizzatore efficace potremmo riuscire a scendere, a seconda delle condizioni, a:

1/30 s

1/15 s

1/8 s

o anche più lentamente.

Il risultato dipenderà dalla capacità del sistema e soprattutto dalla stabilità del fotografo. Per questo motivo non bisogna considerare questi valori come regole universali.

Obiettivi Stabilizzati

Quando un obiettivo stabilizzato è particolarmente utile

La stabilizzazione può essere molto utile in:

  • fotografia notturna a mano libera;
  • fotografia di interni;
  • musei e chiese;
  • paesaggi a mano libera;
  • street photography;
  • reportage;
  • fotografia naturalistica;
  • fotografia con teleobiettivi;
  • riprese video.

La sua utilità aumenta generalmente quando abbiamo bisogno di utilizzare tempi relativamente lunghi e non possiamo utilizzare un treppiede.

Obiettivi stabilizzati e teleobiettivi

La stabilizzazione diventa particolarmente interessante con le focali lunghe. Un 200mm, 300mm o 400mm rende infatti molto più evidente qualsiasi piccolo movimento della fotocamera.

Per questo molti teleobiettivi sono dotati di sistemi di stabilizzazione. Nella fotografia naturalistica, per esempio, può essere utile poter scattare a mano libera con un teleobiettivo mantenendo un livello di nitidezza sufficiente.

Tuttavia, quando il soggetto si muove rapidamente, sarà comunque necessario utilizzare un tempo adeguato.

Obiettivi stabilizzati per fotografia naturalistica

La fotografia wildlife rappresenta uno degli utilizzi più interessanti.

Immagina di utilizzare un:

400mm

per fotografare un uccello. La focale molto lunga amplifica anche i piccoli movimenti della fotocamera. La stabilizzazione può rendere più semplice mantenere l’inquadratura e ridurre il rischio di mosso dovuto alla fotocamera. Ma se l’uccello sta volando velocemente, il parametro prioritario diventa comunque il tempo di scatto.

Potresti quindi avere contemporaneamente:

teleobiettivo stabilizzato + tempo rapido + ISO elevati.

La stabilizzazione è uno strumento aggiuntivo, non un sostituto della corretta esposizione.

Stabilizzazione e fotografia notturna

In fotografia notturna uno stabilizzatore può essere estremamente utile quando non possiamo utilizzare un treppiede. Supponiamo di fotografare una strada illuminata con un obiettivo non stabilizzato.

Potresti dover utilizzare:

1/60 s – ISO 3200

Con un obiettivo stabilizzato potresti riuscire a utilizzare un tempo più lento, per esempio:

1/15 s – ISO 800

se la scena e la tecnica di scatto lo consentono.

Ridurre gli ISO può contribuire a ottenere un file più pulito. Naturalmente il soggetto deve essere sufficientemente statico.

Stabilizzazione e fotografia di interni

Musei, chiese, edifici storici e altri ambienti interni possono essere difficili da fotografare a mano libera. La luce è spesso limitata, mentre l’utilizzo del flash potrebbe non essere consentito o desiderabile.

Un obiettivo stabilizzato può permettere di utilizzare tempi più lenti. Se però nell’ambiente sono presenti persone in movimento, la stabilizzazione non elimina il loro mosso.

In quel caso sarà necessario trovare un compromesso tra:

tempo di scatto + diaframma + ISO.

Stabilizzazione e street photography

Nella street photography la possibilità di fotografare a mano libera con tempi relativamente lenti può essere molto utile. Puoi lavorare rapidamente senza montare il treppiede e senza dover necessariamente utilizzare ISO molto elevati.

Per soggetti che camminano, però, devi comunque mantenere un tempo sufficiente a evitare il loro movimento. La stabilizzazione può aiutare a ridurre il mosso della fotocamera, ma non quello delle persone.

Stabilizzazione ottica vs stabilizzazione sul sensore

Esistono due principali approcci alla stabilizzazione nelle fotocamere moderne.

Stabilizzazione nell’obiettivo

La stabilizzazione è integrata nell’obiettivo.

È quella che normalmente chiamiamo:

OIS / IS / VR / OS / VC / OSS

a seconda del produttore.

Stabilizzazione sul sensore

In questo caso è il sensore della fotocamera a muoversi per compensare i movimenti.

È comunemente indicata come:

IBIS

cioè In-Body Image Stabilization. Il vantaggio è che la stabilizzazione può essere disponibile anche con obiettivi privi di stabilizzatore ottico.

Obiettivo stabilizzato o fotocamera stabilizzata?

Se la fotocamera dispone di IBIS e l’obiettivo dispone di stabilizzazione ottica, alcuni sistemi permettono di utilizzare entrambe le tecnologie contemporaneamente. La modalità di funzionamento dipende dalla fotocamera e dall’obiettivo. In determinati sistemi i due meccanismi possono lavorare insieme, sfruttando caratteristiche differenti.

Quando acquisti un obiettivo quindi non guardare soltanto la presenza della sigla IS, VR, OS o equivalente. Controlla anche se la tua fotocamera dispone di stabilizzazione sul sensore.

Obiettivo stabilizzato senza IBIS: serve?

Sì. Un obiettivo dotato di stabilizzazione ottica può essere molto utile anche montato su una fotocamera priva di stabilizzazione sul sensore. In questo caso la stabilizzazione viene gestita direttamente dall’obiettivo.

È una caratteristica particolarmente interessante per:

  • teleobiettivi;
  • zoom tuttofare;
  • obiettivi utilizzati in condizioni di poca luce.

Fotocamera con IBIS: serve ancora un obiettivo stabilizzato?

Dipende. Se la fotocamera dispone di un buon sistema IBIS, un obiettivo non stabilizzato può già offrire ottimi risultati. Ma la presenza della stabilizzazione nell’obiettivo può comunque offrire vantaggi in determinati sistemi e soprattutto con alcune focali lunghe.

Per questo è importante valutare la combinazione corpo + obiettivo , non soltanto il singolo componente.

Obiettivi grandangolari: la stabilizzazione è necessaria?

Non sempre. Con focali corte è generalmente più facile ottenere fotografie nitide a mano libera utilizzando tempi relativamente lenti.

Un 24mm, per esempio, è meno sensibile al movimento apparente della fotocamera rispetto a un 300mm. Questo non significa che la stabilizzazione su un grandangolare sia inutile.

Può diventare molto interessante:

  • in fotografia notturna;
  • per interni;
  • per video;
  • per lunghe esposizioni a mano libera.

La sua utilità dipende quindi dal tipo di fotografia.

Obiettivi luminosi vs obiettivi stabilizzati

Un confronto interessante riguarda due soluzioni differenti.

Immaginiamo di avere:

50mm f/1.4 non stabilizzato

e:

50mm f/2.8 stabilizzato

L’obiettivo f/1.4 permette di utilizzare un’apertura maggiore, facendo entrare più luce e consentendo anche di ottenere una profondità di campo più ridotta. L’obiettivo stabilizzato permette invece di utilizzare, quando il soggetto è fermo, tempi più lenti. Sono quindi strumenti differenti.

La stabilizzazione non sostituisce una grande apertura quando devi congelare il movimento.

Stabilizzazione e diaframma

Il vantaggio dello stabilizzatore può essere combinato con il diaframma. Supponiamo di fotografare una chiesa a mano libera.

Potresti utilizzare:

f/4 – 1/15 s – ISO 800

invece di essere costretto a:

f/4 – 1/60 s – ISO 3200

se il sistema di stabilizzazione e la tua tecnica consentono di mantenere nitida la fotografia a 1/15 s. Per comprendere meglio il rapporto tra apertura, tempo e ISO puoi consultare la guida sul triangolo dell’esposizione.

Stabilizzazione e ISO

Uno dei vantaggi indiretti più interessanti della stabilizzazione è la possibilità di mantenere gli ISO più bassi quando il soggetto è fermo.

Per esempio:

senza stabilizzazione

1/60 s – ISO 3200

con stabilizzazione

1/15 s – ISO 800

Questa è soltanto un’illustrazione del principio, non una garanzia sul risultato. La capacità di scattare a 1/15 s senza mosso dipende dal sistema e dalla tecnica del fotografo.

Stabilizzazione e treppiede

Quando utilizzi un treppiede, la stabilizzazione non è sempre necessaria. Con alcuni obiettivi e fotocamere moderni il sistema può rilevare automaticamente che la fotocamera è stabile. Con altri è invece consigliabile disattivarlo seguendo le indicazioni del produttore. Questo è particolarmente importante durante esposizioni lunghe.

Se utilizzi un obiettivo stabilizzato su treppiede, quindi, controlla sempre il comportamento specifico del tuo sistema.

Obiettivi Stabilizzati

Stabilizzazione e panning

Alcuni obiettivi dispongono di modalità specifiche per il panning. Il panning consiste nel seguire lateralmente un soggetto in movimento durante l’esposizione.

L’obiettivo è ottenere:

soggetto relativamente nitido + sfondo mosso.

La stabilizzazione può essere progettata per riconoscere o gestire questo tipo di movimento. Se utilizzi questa tecnica, controlla quali modalità sono disponibili sul tuo obiettivo.

Stabilizzazione per i video

La stabilizzazione è molto interessante anche nella videografia. Quando registriamo video a mano libera, piccoli movimenti che in una fotografia singola sarebbero quasi impercettibili possono diventare molto evidenti durante una sequenza. La stabilizzazione ottica può quindi contribuire a rendere il movimento della fotocamera più fluido.

In molte fotocamere moderne può inoltre essere combinata con:

IBIS

e con sistemi di stabilizzazione elettronica. Il risultato dipende dalla fotocamera, dall’obiettivo e dalla modalità di registrazione utilizzata.

Gli obiettivi stabilizzati sono più pesanti?

Spesso sì, ma non è una regola assoluta.

Il sistema di stabilizzazione richiede componenti aggiuntivi e può quindi incidere su:

  • peso;
  • dimensioni;
  • complessità;
  • prezzo.

La differenza dipende però dal progetto specifico. Quando scegli un obiettivo non valutare quindi la stabilizzazione isolatamente. Considera anche peso, apertura massima, qualità ottica, autofocus e utilizzo previsto.

Gli obiettivi stabilizzati costano di più?

La stabilizzazione può incidere sul prezzo dell’obiettivo, ma non è possibile stabilire una percentuale universale.

Il costo dipende da:

  • progetto ottico;
  • apertura massima;
  • focale;
  • qualità costruttiva;
  • autofocus;
  • generazione del prodotto;
  • presenza della stabilizzazione;
  • mercato e disponibilità.

È quindi più utile confrontare due obiettivi specifici piuttosto che applicare una percentuale generica.

Come capire se ti serve un obiettivo stabilizzato

Prima di acquistare chiediti:

  • Fotografo spesso a mano libera?
  • Fotografo in condizioni di poca luce?
  • Utilizzo focali lunghe?
  • La mia fotocamera dispone di IBIS?
  • Fotografo soggetti statici o in movimento?
  • Faccio anche video?

Se fotografi prevalentemente:

  • paesaggi con treppiede;
  • studio;
  • soggetti statici in buona luce;

la stabilizzazione potrebbe avere un’importanza secondaria.

Se invece fotografi spesso:

  • wildlife;
  • sport;
  • eventi;
  • street serale;
  • reportage;
  • interni;
  • video a mano libera;

può diventare una caratteristica molto più interessante.

Come scegliere un obiettivo stabilizzato

Quando confronti due obiettivi non fermarti alla presenza della stabilizzazione.

Controlla anche:

1. Numero di stop dichiarati

È un indicatore utile, ma va interpretato come dato di laboratorio e non come risultato garantito in qualsiasi situazione.

2. Apertura massima

Un f/2.8 e un f/4 possono avere utilizzi molto differenti.

3. Lunghezza focale

La stabilizzazione può diventare particolarmente utile aumentando la focale.

4. Peso

Se viaggi molto, alcune centinaia di grammi possono fare una differenza importante.

5. Autofocus

Per sport e wildlife la velocità e l’affidabilità dell’AF possono essere più importanti della stabilizzazione.

6. Compatibilità

Verifica sempre che l’obiettivo sia compatibile con il tuo attacco e con le funzioni di stabilizzazione della fotocamera.

7. Prezzo

Confronta il costo complessivo con le alternative non stabilizzate e con gli obiettivi dotati di IBIS.

Come testare la stabilizzazione di un obiettivo

La stabilizzazione è una caratteristica che puoi verificare anche personalmente. Monta l’obiettivo sulla fotocamera e scegli un soggetto statico ricco di dettagli. Realizza una serie di fotografie senza stabilizzazione utilizzando tempi progressivamente più lenti.

Per esempio:

1/125 s

1/60 s

1/30 s

1/15 s

1/8 s

Poi ripeti la prova con la stabilizzazione attiva. Confronta le immagini al 100%. Ripeti il test più volte.

Non considerare valido il risultato di un singolo scatto. Puoi collegare questa procedura alla nostra guida completa sui test degli obiettivi fotografici.

Obiettivo stabilizzato: vantaggi e svantaggi

Vantaggi Svantaggi
Riduce il mosso della fotocamera Può aumentare peso e dimensioni
Utile in poca luce   Può aumentare il prezzo
Molto utile con teleobiettivi Non congela il movimento del soggetto
Può permettere ISO più bassi     Non sostituisce un treppiede in ogni situazione
Utile per video                   Deve essere valutato insieme a IBIS
Aiuta nella fotografia a mano libera Il guadagno reale varia in base alle condizioni

Obiettivo stabilizzato: sì o no?

La risposta dipende dal modo in cui fotografi. Non esiste una ragione per cui ogni fotografo debba acquistare necessariamente un obiettivo stabilizzato.

Se fotografi soprattutto con treppiede e tempi lunghi, la caratteristica potrebbe avere un’importanza ridotta. Se invece utilizzi spesso teleobiettivi, fotografi a mano libera in condizioni di poca luce o realizzi video, la stabilizzazione può essere molto utile.

La domanda corretta non è quindi:

“Un obiettivo stabilizzato è migliore?”

ma:

“La stabilizzazione è utile per il tipo di fotografia che faccio?”

È una distinzione importante.

FAQ sugli obiettivi stabilizzati

Cosa fa un obiettivo stabilizzato?

Riduce gli effetti dei piccoli movimenti della fotocamera durante lo scatto, aiutando a ottenere immagini più nitide a mano libera con tempi relativamente lenti.

La stabilizzazione congela il soggetto?

No. La stabilizzazione compensa principalmente il movimento della fotocamera. Per congelare un soggetto in movimento serve un tempo di scatto sufficientemente rapido.

Quanti stop permette uno stabilizzatore?

Dipende dal sistema. I produttori dichiarano valori differenti e il risultato reale varia in base a focale, fotocamera, tecnica e condizioni di scatto.

È meglio la stabilizzazione nell’obiettivo o nel sensore?

Non esiste una risposta universale. La stabilizzazione sul sensore permette di stabilizzare anche obiettivi privi di stabilizzatore, mentre la stabilizzazione ottica può offrire vantaggi specifici, soprattutto con alcune focali lunghe. Alcuni sistemi possono combinare entrambe.

Serve uno stabilizzatore su un 24mm?

Non necessariamente, ma può comunque essere utile in fotografia notturna, interni e video.

Serve la stabilizzazione su un teleobiettivo?

Può essere particolarmente utile. Con focali lunghe anche piccoli movimenti della fotocamera diventano più evidenti.

Posso usare un obiettivo stabilizzato sul treppiede?

Sì, ma è importante verificare le indicazioni del produttore. Alcuni sistemi devono essere disattivati, altri possono gestire automaticamente la situazione.

La stabilizzazione permette di abbassare gli ISO?

In alcune situazioni sì, quando il soggetto è fermo e lo stabilizzatore consente di utilizzare un tempo più lento senza introdurre mosso della fotocamera.

Un obiettivo stabilizzato è sempre migliore?

No. La stabilizzazione è una caratteristica. La qualità complessiva dell’obiettivo dipende anche da nitidezza, apertura, autofocus, distorsione, peso, costruzione e altri fattori.

Obiettivi stabilizzati, la mia conclusione

Gli obiettivi stabilizzati possono essere estremamente utili, ma bisogna capire esattamente quale problema risolvono. La stabilizzazione aiuta principalmente contro il movimento della fotocamera .

Non sostituisce:

  • un tempo di scatto rapido quando il soggetto si muove;
  • un treppiede quando serve la massima stabilità;
  • un’apertura luminosa quando è necessario congelare il movimento;
  • una buona tecnica fotografica.

Il vantaggio diventa particolarmente evidente quando fotografiamo a mano libera in condizioni di poca luce oppure utilizziamo focali lunghe. Prima di acquistare un obiettivo stabilizzato, quindi, valuta il tuo modo di fotografare e la presenza di eventuale stabilizzazione sul sensore della fotocamera.

La scelta migliore non è necessariamente l’obiettivo con più tecnologia, ma quello che offre le caratteristiche più utili per il tipo di fotografie che vuoi realizzare.

Loris Passarella
Autore

Loris Passarella

Scrive di fotografia, fotocamere, obiettivi, tecnica fotografica e tecnologia. Su FotografiaBlog realizza guide, recensioni e confronti dedicati a fotografi e appassionati.

Commenti

Lascia un commento

Guida gratuita

Iscriviti e ricevi la guida per imparare a fotografare

PDF di 42 pagine + 7 email pratiche. Gratis, niente spam.

Iscrivendoti accetti la nostra privacy policy. Puoi disiscriverti quando vuoi.