Guide Agosto 27, 2026 · 12 min di lettura

Diaframma in fotografia: cos’è, come funziona e quale apertura usare

di Loris Passarella

diaframma in fotografia e apertura f stop

Il diaframma in fotografia è uno degli elementi fondamentali per controllare esposizione, profondità di campo e resa dello sfondo. Capire come funziona significa imparare a decidere quanta luce entra attraverso l’obiettivo e, soprattutto, quanto dello spazio davanti e dietro al soggetto apparirà nitido.

Se stai iniziando a fotografare, il diaframma può sembrare inizialmente poco intuitivo, soprattutto perché un numero f più basso corrisponde a un’apertura maggiore. In realtà, una volta compreso il principio, diventa uno degli strumenti creativi più importanti della fotografia.

In questa guida vedremo cosa significa apertura del diaframma, come leggere valori come f/1.8, f/4 e f/8, quale apertura utilizzare nelle diverse situazioni e come il diaframma influenza sfondo sfocato, nitidezza e quantità di luce.

Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere questo articolo guida per iniziare a fotografare da zero.

Cos’è il diaframma in fotografia

Il diaframma è un’apertura regolabile presente all’interno dell’obiettivo. È formato da una serie di lamelle che possono aprirsi o chiudersi, modificando il diametro del foro attraverso il quale passa la luce.

Quando premi il pulsante di scatto, la luce attraversa l’obiettivo e raggiunge il sensore della fotocamera. Il diaframma contribuisce a determinare quanta luce entra durante l’esposizione.

Per questo motivo il diaframma è uno dei tre elementi del triangolo dell’esposizione, insieme a:

  • tempo di scatto;
  • ISO.

Se vuoi approfondire il rapporto tra questi tre parametri, consulta la nostra guida dedicata al triangolo dell’esposizione .

Cosa significa f/1.8, f/4, f/8

L’apertura del diaframma viene indicata attraverso il cosiddetto numero f .

Esempi comuni sono:

  • f/1.4
  • f/1.8
  • f/2
  • f/2.8
  • f/4
  • f/5.6
  • f/8
  • f/11
  • f/16

Una delle prime cose da ricordare è questa:

numero f basso = apertura maggiore

numero f alto = apertura minore

Quindi:

f/1.8 indica un’apertura più ampia di f/8 .

Questo significa che, a parità di tempo di scatto e ISO, f/1.8 lascia passare più luce rispetto a f/8.

Perché i numeri sembrano al contrario?

La ragione è matematica. Il numero f rappresenta un rapporto tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura effettiva. Per questo motivo valori numericamente più bassi corrispondono ad aperture più grandi.

Non è necessario conoscere la formula per fotografare, ma è utile ricordare la relazione pratica:

f piccolo → tanta luce

f grande → meno luce

Diaframma e profondità di campo

diaframma-fotografia

Il diaframma non serve soltanto a controllare la luce. Influenza anche la profondità di campo , cioè l’estensione della zona che appare nitida davanti e dietro al punto di messa a fuoco.

Con un’apertura ampia, come:

f/1.8

si può ottenere una profondità di campo ridotta.

Questo significa che il soggetto può risultare nitido mentre lo sfondo appare sfocato.

Con un’apertura più chiusa, come:

f/8

una porzione maggiore della scena può risultare nitida.

È importante però ricordare che la profondità di campo dipende anche da:

  • lunghezza focale;
  • distanza dal soggetto;
  • distanza dello sfondo;
  • dimensione del sensore.

Quindi non è corretto pensare che il diaframma sia l’unico elemento responsabile dello sfocato.

Come ottenere lo sfondo sfocato

Uno degli utilizzi più conosciuti del diaframma è ottenere fotografie con lo sfondo sfocato.

Per aumentare l’effetto puoi combinare diversi elementi:

  • utilizzare un’apertura ampia;
  • avvicinarti al soggetto;
  • aumentare la distanza tra soggetto e sfondo;
  • utilizzare una focale più lunga.

Per esempio, un ritratto realizzato con un 50mm a f/1.8 può produrre uno sfondo molto più sfocato rispetto allo stesso soggetto fotografato a f/8, mantenendo invariate le altre condizioni.

Se vuoi approfondire questo tema, consulta anche la guida dedicata a come ottenere lo sfondo sfocato nelle fotografie .

Diaframma e quantità di luce

Quando apriamo il diaframma entra più luce.

Questo può essere utile quando fotografiamo in condizioni poco luminose.

Per esempio:

f/1.8

può permettere di utilizzare un tempo più rapido rispetto a:

f/4

a parità di ISO.

Questo è particolarmente utile in situazioni come:

  • fotografia in interni;
  • ritratto;
  • eventi;
  • fotografia notturna;
  • street photography con poca luce.

Al contrario, quando la luce è molto intensa può essere necessario chiudere il diaframma oppure utilizzare tempi più rapidi.

Cosa sono gli stop del diaframma

Anche il diaframma viene misurato in stop.

Una progressione tipica a stop interi è:

f/1.4 → f/2 → f/2.8 → f/4 → f/5.6 → f/8 → f/11 → f/16

Ogni passaggio verso destra dimezza approssimativamente la quantità di luce che entra.

Ogni passaggio verso sinistra la raddoppia.

Questo significa che passando da:

f/4 a f/2.8

entra circa il doppio della luce.

Se vuoi mantenere un’esposizione simile, dovrai compensare modificando tempo di scatto o ISO.

Apertura massima dell’obiettivo

Ogni obiettivo ha una propria apertura massima.

Per esempio:

50mm f/1.8

significa che quell’obiettivo può aprire il diaframma fino a f/1.8.

Un:

35mm f/2

può arrivare fino a f/2.

Un obiettivo zoom potrebbe invece riportare:

18-55mm f/3.5-5.6

In questo caso l’apertura massima cambia in base alla focale utilizzata.

Alla focale più corta può essere f/3.5, mentre alla focale più lunga può diventare f/5.6.

Perché gli obiettivi luminosi costano di più?

Gli obiettivi con aperture massime molto ampie, come:

  • f/1.2
  • f/1.4
  • f/1.8

richiedono generalmente una progettazione ottica più complessa e lenti di maggiori dimensioni.

Questo può tradursi in:

  • maggiore prezzo;
  • maggiore peso;
  • dimensioni maggiori;
  • possibilità di fotografare con meno luce;
  • maggiore controllo della profondità di campo.

Non significa però che un obiettivo f/1.4 sia sempre migliore di uno f/2 o f/2.8.

Dipende dall’utilizzo.

Quale diaframma usare per i ritratti

Nel ritratto si utilizzano spesso aperture ampie.

Valori comuni possono essere:

f/1.8

f/2

f/2.8

Questi valori permettono di isolare meglio il soggetto dallo sfondo.

Ma non esiste un’apertura obbligatoria.

Se fotografi un gruppo di persone, un’apertura troppo ampia potrebbe lasciare alcuni soggetti fuori fuoco.

In questi casi può essere più prudente utilizzare valori come:

f/4

oppure:

f/5.6

a seconda della disposizione dei soggetti.

Quale diaframma usare nei paesaggi

Nella fotografia di paesaggio è comune utilizzare aperture intermedie come:

f/8

oppure:

f/11

per ottenere una buona profondità di campo.

Ma anche qui non esiste una regola assoluta.

La scelta dipende da:

  • distanza dei soggetti;
  • focale;
  • composizione;
  • luce disponibile;
  • resa ottica dell’obiettivo.

Chiudere troppo il diaframma può inoltre introdurre un fenomeno chiamato diffrazione , che può ridurre la nitidezza complessiva.

Cos’è la diffrazione

La diffrazione è un fenomeno ottico che può ridurre la nitidezza quando si utilizzano aperture molto piccole.

Valori come:

f/16

oppure:

f/22

possono essere utili in alcune situazioni, ma non sono automaticamente la scelta migliore per ottenere la massima nitidezza.

Ogni obiettivo ha un comportamento differente, ma spesso il punto di massima resa si trova a diaframmi intermedi.

Per questo motivo è sempre meglio testare concretamente il proprio obiettivo.

Quale diaframma usare nella street photography

Nella street photography la scelta dipende dal tipo di scatto.

Se vuoi isolare un soggetto puoi utilizzare aperture come:

f/2

oppure:

f/2.8

Se invece vuoi avere una zona più ampia nitida puoi utilizzare:

f/5.6

oppure:

f/8

Questo può essere utile quando vuoi reagire rapidamente senza dover mettere a fuoco con estrema precisione.

Quale diaframma usare nella fotografia notturna

Di notte può essere utile utilizzare un’apertura ampia per far entrare più luce.

Con un obiettivo luminoso potresti utilizzare:

f/1.8

f/2

f/2.8

Se però utilizzi un treppiede e il soggetto è statico, puoi anche chiudere il diaframma e compensare con un’esposizione più lunga.

Dipende quindi dall’effetto desiderato.

Per approfondire, consulta la nostra guida sulla fotografia notturna.

Diaframma e nitidezza

Molti principianti pensano che chiudere il diaframma aumenti sempre la nitidezza. Non è esattamente così.

La profondità di campo aumenta, ma la resa ottica dell’obiettivo segue un comportamento diverso.

Molti obiettivi raggiungono un’ottima nitidezza chiudendo il diaframma di uno o due stop rispetto all’apertura massima.

Per esempio, un obiettivo f/1.8 potrebbe offrire un’ottima resa a:

f/2.8

oppure:

f/4

Questo fenomeno viene spesso chiamato sweet spot dell’obiettivo .

Come scegliere il diaframma corretto

Il modo migliore per scegliere il diaframma non è chiedersi:

Qual è il valore migliore?

ma:

Quanto voglio che sia nitido?

e:

Quanta luce ho a disposizione?

Se vuoi separare un soggetto dallo sfondo:

apertura ampia

Se vuoi una scena più estesa a fuoco:

apertura più chiusa

Se hai poca luce:

apertura più ampia

Se hai molta luce:

puoi permetterti di chiudere maggiormente il diaframma.

Esempio pratico: ritratto

Immaginiamo di fotografare una persona con un 50mm.

Proviamo:

f/1.8

Il soggetto è nitido e lo sfondo molto sfocato.

Passiamo a:

f/4

Lo sfondo diventa più leggibile.

Infine:

f/8

una porzione ancora maggiore della scena appare nitida.

Questo esercizio permette di capire immediatamente l’effetto del diaframma.

Esempio pratico: paesaggio

Immaginiamo una scena con:

  • rocce in primo piano;
  • montagne sullo sfondo.

A f/2.8 potrebbe essere difficile ottenere nitidezza su una zona ampia della scena.

Passando a f/8 possiamo aumentare la profondità di campo.

La scelta definitiva dipenderà anche da dove mettiamo a fuoco e dalla focale utilizzata.

diaframma fotografia

Diaframma e obiettivi 35mm

Un obiettivo 35mm luminoso può essere molto versatile.

Aperture come f/1.8 o f/2 possono essere utili per:

  • street;
  • reportage;
  • fotografia ambientale;
  • condizioni di luce ridotta.

Con diaframmi più chiusi può invece diventare molto efficace per scene nelle quali vogliamo una maggiore profondità di campo.

Diaframma e obiettivi 50mm

Anche il 50mm è molto utilizzato con aperture ampie.

Un 50mm f/1.8 può essere una soluzione interessante per imparare a controllare:

  • profondità di campo;
  • sfondo sfocato;
  • messa a fuoco;
  • rapporto tra soggetto e sfondo.

Per questo motivo il 50mm viene spesso consigliato come uno dei primi obiettivi a focale fissa.

Meglio f/1.8 o f/2.8?

Non esiste una risposta assoluta.

f/1.8 permette:

  • più luce;
  • profondità di campo più ridotta;
  • maggiore separazione dello sfondo.

f/2.8 offre:

  • profondità di campo leggermente maggiore;
  • maggiore margine sulla messa a fuoco;
  • spesso ottima qualità ottica.

La scelta dipende dalla scena.

Apertura e messa a fuoco

Più la profondità di campo diventa ridotta, maggiore diventa l’importanza della messa a fuoco. Fotografando un ritratto a f/1.4 o f/1.8, un piccolo errore può essere sufficiente per avere gli occhi fuori fuoco.

Per questo motivo, quando si utilizzano aperture ampie, è importante:

  • controllare il punto AF;
  • utilizzare eye AF quando disponibile;
  • verificare la messa a fuoco;
  • valutare se chiudere leggermente il diaframma.

Diaframma e bokeh sono la stessa cosa?

No. Il diaframma influenza la profondità di campo, ma il termine bokeh descrive la qualità estetica delle aree fuori fuoco.

Due obiettivi utilizzati alla stessa apertura possono produrre uno sfocato differente.

Il bokeh dipende anche da:

  • progetto ottico;
  • forma delle lamelle;
  • focale;
  • distanza dal soggetto;
  • distanza dello sfondo.

Errore comune: usare sempre l’apertura massima

Avere un obiettivo f/1.8 non significa dover fotografare sempre a f/1.8. L’apertura deve essere scelta in base alla scena. Con più persone disposte su piani differenti, una profondità di campo troppo ridotta può essere controproducente.

Con un paesaggio, potremmo invece voler mantenere maggiormente leggibili primo piano e sfondo. La possibilità di aprire molto il diaframma è una risorsa, non un obbligo.

Errore comune: chiudere sempre a f/16

Anche l’estremo opposto è sbagliato. Chiudere molto il diaframma non garantisce automaticamente fotografie migliori.

Può aumentare la profondità di campo, ma può anche:

  • richiedere tempi più lunghi;
  • costringere ad aumentare gli ISO;
  • aumentare l’effetto della diffrazione.

Bisogna quindi trovare il compromesso corretto.

Esercizio pratico per capire il diaframma

Scegli un soggetto e uno sfondo abbastanza distante. Utilizza una focale fissa, se disponibile.

Scatta una serie di fotografie mantenendo invariata l’inquadratura.

Per esempio:

f/1.8

f/2.8

f/4

f/5.6

f/8

Compensa l’esposizione modificando il tempo di scatto o lasciando lavorare una modalità semiautomatica.

Confronta poi:

  • nitidezza del soggetto;
  • sfondo;
  • profondità di campo;
  • esposizione;
  • resa generale.

Questo esercizio è uno dei modi più semplici per comprendere realmente l’effetto dell’apertura.

Tabella rapida delle aperture

Apertura Luce Profondità di campo Uso tipico
f/1.4 – f/2 Molta Molto ridotta Ritratto, poca luce
f/2.8 Alta Ridotta Ritratto, eventi
f/4 Media Intermedia Uso generale
f/5.6 Media Più ampia Street, gruppi
f/8 Ridotta Ampia Paesaggio
f/11 Più ridotta Molto ampia Paesaggio, architettura
f/16+ Molto ridotta Ampia Utilizzi specifici

Questa tabella deve essere considerata come riferimento generale, non come una serie di regole obbligatorie.

FAQ sul diaframma in fotografia

Cos’è il diaframma?

È un’apertura regolabile presente nell’obiettivo che controlla la quantità di luce che passa verso il sensore e influenza la profondità di campo.

Cosa significa f/1.8?

Indica un’apertura relativamente ampia, che permette di far entrare molta luce e può contribuire a ottenere una profondità di campo ridotta.

Cosa significa f/8?

Indica un’apertura più chiusa rispetto a f/1.8. Lascia passare meno luce e può aumentare la profondità di campo.

Quale diaframma usare per i ritratti?

Dipende dall’effetto desiderato. Aperture come f/1.8, f/2 o f/2.8 sono comuni per isolare il soggetto, mentre aperture più chiuse possono essere preferibili per gruppi di persone.

Quale diaframma usare per i paesaggi?

Spesso vengono utilizzati f/8 o f/11, ma la scelta dipende dalla scena, dalla focale e dalla profondità di campo necessaria.

Un diaframma più chiuso aumenta sempre la nitidezza?

No. Aumenta la profondità di campo, ma aperture molto chiuse possono ridurre la nitidezza a causa della diffrazione.

Che differenza c’è tra diaframma e apertura?

Nel linguaggio fotografico vengono spesso utilizzati come sinonimi. Più precisamente, il diaframma è il meccanismo mentre l’apertura è la dimensione del foro determinata dal diaframma.

Le mie conclusioni

Il diaframma in fotografia è uno degli strumenti più importanti per controllare sia la luce sia l’aspetto creativo dell’immagine. Un’apertura ampia permette di far entrare più luce e può aiutare a separare il soggetto dallo sfondo.

Un’apertura più chiusa riduce la quantità di luce e aumenta generalmente la profondità di campo.

La scelta corretta non dipende da un valore universale.

Dipende da:

  • soggetto;
  • luce;
  • focale;
  • distanza;
  • profondità di campo desiderata;
  • risultato creativo.

Il modo migliore per imparare è provare.

Scatta lo stesso soggetto a f/1.8, f/2.8, f/4, f/5.6 e f/8.

Confronta le immagini.

Quando inizierai a vedere concretamente come cambia la fotografia, il diaframma smetterà di essere soltanto un numero e diventerà uno strumento creativo.

Loris Passarella
Autore

Loris Passarella

Scrive di fotografia, fotocamere, obiettivi, tecnica fotografica e tecnologia. Su FotografiaBlog realizza guide, recensioni e confronti dedicati a fotografi e appassionati.

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